lunedì 20 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
IN RISPOSTA ALL'ASS. CUOMO DE GENNARO
Gentile
Assessore Cuomo de Gennaro,
prima
di tutto La ringraziamo per i cortesi apprezzamenti indirizzati alle
nostre persone che accompagnano il Suo <post>. Come vede, noi
siamo invece per i toni pacati e sbraitare, insultando a nostra
volta, proprio non ci riesce (questo vale anche per il “cialtroni”
e il “buffoni” che ci avete gratuitamente dato in un altro vostro
<post>). Chi legge, ne siamo certi, saprà cogliere ed
apprezzare questa differenza di stile, e trovarne un ulteriore spunto
per apporre il suo segno a matita sulla Lista n.2 il giorno delle
elezioni.
Entrando
nel merito del Suo <post>, vista la pochezza che attribuite
alle nostre idee (nonostante siamo tutti affermati professionisti),
ci peritiamo sommessamente di rimandarLa a chi le idee le ha molto
chiare su come si gestisce un Comune in tema di rifiuti, smentendoLa
clamorosamente quando Lei afferma che “la valorizzazione, anche
economica, delle risorse in questione (la
materia differenziata, n.d.r.) non
è un’attività su cui i comuni possono intervenire”. Abbia la
pazienza e la compiacenza di dedicare poco più di 2 minuti a godersi
questo
filmato:
http://www.adrive.com/public/3vKWXM/Capannori_light_2m28.avi,
siamo certi che lo troverà estremamente istruttivo (e ne abbiamo
tanti altri, se gradisce riceverne i riferimenti).
Le
facciamo poi rilevare che il nostro volantino tematico,
necessariamente stringato per ragioni di spazio, non affronta
affatto, come Lei sostiene, la questione rifiuti in termini di solo
costo quanto in termini di analisi costo/beneficio (indagini di
mercato) e quindi di “benchmarking”. Noi siamo per un approccio
para-industriale alla gestione dei rifiuti, fatto non solo di
controllo dei costi ma anche di ricavi derivanti dal "RoI"
(Return on Investment) di investimenti fatti per
sfruttarne le opportunità. Ne sa qualcosa, di queste
metodologie? Alcuni di noi sì, le applicano quotidianamente nel loro
lavoro.
Quanto
al confronto con gli altri comuni della Valle del Tevere, Le
assicuriamo che siamo stati estremamente analitici (pur
nei limiti della nostra pochezza di pensiero) e tutt’altro che
superficiali. Vede, Lei cita con vanto l’abbattimento da 130 €/ton
a 108 €/ton del costo di conferimento dell’umido. Ma…, ci
domandiamo, Lei sa ad esempio che ci sono impianti di trattamento,
con investimento finanziabile fino all’85%, i cui costi di processo
sono 5 €/ton? Sa che da 1 Kg di plastica si può ottenere 1
litro di carburante? E che si possono produrre biogas, da 1 mt3 dei
quali si possono ottenere oltre 2 KW di energia elettrica e 3 KW di
energia termica? E che con questi impianti si può dare lavoro? Ne
vogliamo parlare…?
Venendo
infine alle “speculazioni” di cui si sente accusata, perché le
parole sono importanti, nel nostro volantino tematico sul tema
rifiuti trova non delle accuse bensì delle (testualmente) “ipotesi
da investigare”, per capire come mai la tariffa TARSU per i
cittadini di Sacrofano sia così elevata (in assoluto e rispetto ai
paesi limitrofi); sicuramente (vale in generale) gli innumerevoli
esempi di comuni che hanno gestito “allegramente” la fase dei
bandi di gara d’appalto e la successiva gestione d’esercizio ci
inducono a non escludere a priori questo aspetto dal ventaglio di
ipotesi su cui approfondire.
Cordialmente
la
squadra Sacrofano Progetto Comune
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POST ORIGINALE DELL'ASS. CUOMO DE GENNARO
Buongiorno
cari amici!
Oggi incominciamo col far luce su una nuova polemica sollevata da chi, privo di idee, attacca e attacca e ancora attacca.... Rimediando solo brutte figure....
Di seguito il link dei nostri avversari in "tema rifiuti..." con la risposta del nostro assessore!
http://sacrofanoprogettocomune.blogspot.it/2013/05/rifiuti-gestione-e-tassa-carico-delle.html?m=1
Incominciamo a sottolineare quanto segue:
l’analisi economica gestionale di un servizio dovrebbe essere affrontata non solo facendo riferimento alla tariffa/entrata, ma in senso più ampio, ossia esaminando e scomponendo fattori ed elementi imprescindibili: costo del servizio, tipologia territoriale ed immobiliare, ed infine per ultimo la tariffa.
Costruire una tariffa partendo dal fatto che gli utenti devono “pagare di meno”, risponde forse a canoni politici, ma non di corretta gestione amministrativa.
Il nostro Comune, infatti, prima di avviare il nuovo sistema di raccolta sosteneva un costo del servizio di circa € 970.000,00 – 980.000,00, le cui voci principali di spesa erano il canone gestionale e le spese per lo smaltimento in discarica.
Con il passaggio al nuovo sistema di raccolta, peraltro avvenuto in corso d’anno 2010, il costo, verificato anche dalla Provincia di Roma ai fini dell’ottenimento del finanziamento, è fisiologicamente e naturalmente incrementato, passando ad € 1.450.000,00 circa ed assestandosi nel 2011 a circa € 1.310.000,00.
Si precisa che la differenza è dovuta dal semplice fatto che nel primo anno del sistema devono ovviamente essere effettuati investimenti e spese progettuali straordinarie :
• acquisto contenitori/mastelli
• acquisto sacchi umido;
• campagna promozionale, calendari, brochures;
• consegna contenitori …
L’incremento del costo da un sistema di raccolta all’altro è dovuto da fattori gestionali imprescindibili, fra i quali:
• incremento operatori ( da 6 a 16 ), con un aumento inevitabile dell’incidenza del costo spesa personale in ambito di determinazione del canone gestione;
• introduzione automezzi per squadre ( n. 6 ), con un aumento dei costi di gestione, ammortamento e manutenzione degli stessi;
Mi preme sottolineare che a seguito di tale passaggio metodologico e gestionale la tariffa è rimasta invariata, garantendo la copertura dell’incremento dei costi anche grazie ad un’attività di recupero fiscale voluta dalla nostra Amministrazione.
Prima di argomentare e strumentalizzare la questione “tariffa”, facendo confronti superficiali con altri enti e territori, andrebbe infatti compreso il funzionamento amministrativo-contabile della questione trattata, cercando di acquisire delle informazioni basilari, quali ad esempio:
• la tipologia di tariffa adottata da un ente ( TARSU?, TIA-1? O TIA-2?);
• il grado di copertura dei costi, che se in TIA-1 e TIA-2, deve essere pari al 100%, in TARSU il legislatore impone il solo obbligo che lo stesso non sia inferiore al 50% e superiore al 100%;
• in TARSU, regime tariffario adottato dal Comune di Sacrofano ed imposto dal legislatore per il blocco della TIA, con un grado di copertura ormai stabile che si aggira intorno al 70-75%, riducendo la tariffa, con successiva diminuzione naturale del grado di copertura dei costi, la minore entrata potrebbe essere esclusivamente garantita, fermo restando l’invarianza dei costi ( peraltro sempre in aumento fisiologico, vedi costo benzina, IVA, incrementi FISE stipendi operatori ….. ), aumentando solo altre fonti di entrata vedi ICI/IMU, addizionale IRPEF, TOSAP, Imposta Pubblicità ed altro, quindi interventi fiscali che la nostra Amministrazione NON HA MAI VOLUTO EFFETTUARE.
• Le unità immobiliari presenti sul territorio, quindi non solo il numero di utenti;
• Le tipologie di utenze presenti sul territorio, tenendo presente che l’incidenza delle utenze domestica sul nostro territorio si attesta sul 90% circa, a differenza di molti altri enti che “spalmano” il costo sulla maggiore presenza di utenze di tipologia “non domestica” ( zone industriali, strutture pubbliche, maggiori attività commerciali ).
• La tipologia di servizio espletato e voluto dall’Amministrazione : numero squadre operatori, numero passaggi raccolta per frazione conferita, servizi aggiuntivi richiesti al gestore ed offerti alla cittadinanza.
Per quanto concerne gli “elevati costi di trasporto” si sottolinea che gli stessi sono da sempre posti carico del gestore e rientrano nell’ambito del canone gestionale, le cui voci di spesa sono state analizzate, con esito positivo, anche dalla Provincia di Roma ai fini di accertarne la coerenza economica.
Per quanto concerne invece “la scarsa valorizzazione” della materia riciclabile preme tuttavia specificare che la valorizzazione, anche economica, delle risorse in questione non è un’attività su cui i comuni possono attualmente massicciamente intervenire, in quanto basti pensare che solo per le frazioni di plastica e carta sono ottenibile contributi dai consorzi, mentre per l’umido, vera risorsa da valorizzare, si sostengono comunque dei costi molto alti, sui quali non c’è mercato essendo pochi e lontani i centri di conferimento autorizzati, tutti in via di saturazione.
Si sottolinea che da Marzo 2013, con il nuovo gestore, è stata sottoscritta apposita convenzione per il conferimento dell’umido presso altri centri di raccolta, con un notevole risparmio economico, da € 130,00 ad € 108,00 a tonnellata.
QUALI SAREBBERO LE SPECULAZIONI ?
Cristiana Cuomo de Gennaro
Assessore Ambiente, Urbanistica e Trasporti
Oggi incominciamo col far luce su una nuova polemica sollevata da chi, privo di idee, attacca e attacca e ancora attacca.... Rimediando solo brutte figure....
Di seguito il link dei nostri avversari in "tema rifiuti..." con la risposta del nostro assessore!
http://sacrofanoprogettocomune.blogspot.it/2013/05/rifiuti-gestione-e-tassa-carico-delle.html?m=1
Incominciamo a sottolineare quanto segue:
l’analisi economica gestionale di un servizio dovrebbe essere affrontata non solo facendo riferimento alla tariffa/entrata, ma in senso più ampio, ossia esaminando e scomponendo fattori ed elementi imprescindibili: costo del servizio, tipologia territoriale ed immobiliare, ed infine per ultimo la tariffa.
Costruire una tariffa partendo dal fatto che gli utenti devono “pagare di meno”, risponde forse a canoni politici, ma non di corretta gestione amministrativa.
Il nostro Comune, infatti, prima di avviare il nuovo sistema di raccolta sosteneva un costo del servizio di circa € 970.000,00 – 980.000,00, le cui voci principali di spesa erano il canone gestionale e le spese per lo smaltimento in discarica.
Con il passaggio al nuovo sistema di raccolta, peraltro avvenuto in corso d’anno 2010, il costo, verificato anche dalla Provincia di Roma ai fini dell’ottenimento del finanziamento, è fisiologicamente e naturalmente incrementato, passando ad € 1.450.000,00 circa ed assestandosi nel 2011 a circa € 1.310.000,00.
Si precisa che la differenza è dovuta dal semplice fatto che nel primo anno del sistema devono ovviamente essere effettuati investimenti e spese progettuali straordinarie :
• acquisto contenitori/mastelli
• acquisto sacchi umido;
• campagna promozionale, calendari, brochures;
• consegna contenitori …
L’incremento del costo da un sistema di raccolta all’altro è dovuto da fattori gestionali imprescindibili, fra i quali:
• incremento operatori ( da 6 a 16 ), con un aumento inevitabile dell’incidenza del costo spesa personale in ambito di determinazione del canone gestione;
• introduzione automezzi per squadre ( n. 6 ), con un aumento dei costi di gestione, ammortamento e manutenzione degli stessi;
Mi preme sottolineare che a seguito di tale passaggio metodologico e gestionale la tariffa è rimasta invariata, garantendo la copertura dell’incremento dei costi anche grazie ad un’attività di recupero fiscale voluta dalla nostra Amministrazione.
Prima di argomentare e strumentalizzare la questione “tariffa”, facendo confronti superficiali con altri enti e territori, andrebbe infatti compreso il funzionamento amministrativo-contabile della questione trattata, cercando di acquisire delle informazioni basilari, quali ad esempio:
• la tipologia di tariffa adottata da un ente ( TARSU?, TIA-1? O TIA-2?);
• il grado di copertura dei costi, che se in TIA-1 e TIA-2, deve essere pari al 100%, in TARSU il legislatore impone il solo obbligo che lo stesso non sia inferiore al 50% e superiore al 100%;
• in TARSU, regime tariffario adottato dal Comune di Sacrofano ed imposto dal legislatore per il blocco della TIA, con un grado di copertura ormai stabile che si aggira intorno al 70-75%, riducendo la tariffa, con successiva diminuzione naturale del grado di copertura dei costi, la minore entrata potrebbe essere esclusivamente garantita, fermo restando l’invarianza dei costi ( peraltro sempre in aumento fisiologico, vedi costo benzina, IVA, incrementi FISE stipendi operatori ….. ), aumentando solo altre fonti di entrata vedi ICI/IMU, addizionale IRPEF, TOSAP, Imposta Pubblicità ed altro, quindi interventi fiscali che la nostra Amministrazione NON HA MAI VOLUTO EFFETTUARE.
• Le unità immobiliari presenti sul territorio, quindi non solo il numero di utenti;
• Le tipologie di utenze presenti sul territorio, tenendo presente che l’incidenza delle utenze domestica sul nostro territorio si attesta sul 90% circa, a differenza di molti altri enti che “spalmano” il costo sulla maggiore presenza di utenze di tipologia “non domestica” ( zone industriali, strutture pubbliche, maggiori attività commerciali ).
• La tipologia di servizio espletato e voluto dall’Amministrazione : numero squadre operatori, numero passaggi raccolta per frazione conferita, servizi aggiuntivi richiesti al gestore ed offerti alla cittadinanza.
Per quanto concerne gli “elevati costi di trasporto” si sottolinea che gli stessi sono da sempre posti carico del gestore e rientrano nell’ambito del canone gestionale, le cui voci di spesa sono state analizzate, con esito positivo, anche dalla Provincia di Roma ai fini di accertarne la coerenza economica.
Per quanto concerne invece “la scarsa valorizzazione” della materia riciclabile preme tuttavia specificare che la valorizzazione, anche economica, delle risorse in questione non è un’attività su cui i comuni possono attualmente massicciamente intervenire, in quanto basti pensare che solo per le frazioni di plastica e carta sono ottenibile contributi dai consorzi, mentre per l’umido, vera risorsa da valorizzare, si sostengono comunque dei costi molto alti, sui quali non c’è mercato essendo pochi e lontani i centri di conferimento autorizzati, tutti in via di saturazione.
Si sottolinea che da Marzo 2013, con il nuovo gestore, è stata sottoscritta apposita convenzione per il conferimento dell’umido presso altri centri di raccolta, con un notevole risparmio economico, da € 130,00 ad € 108,00 a tonnellata.
QUALI SAREBBERO LE SPECULAZIONI ?
Cristiana Cuomo de Gennaro
Assessore Ambiente, Urbanistica e Trasporti
venerdì 17 maggio 2013
LA VERITA' DOCUMENTATA
"Cialtroni di poco conto", i "soliti buffoni"…: bene, la lingua batte dove il dente duole (chissà se la capiscono…).
Gianluigi Barone, insieme ad altri concittadini, alcuni dei quali oggi lo affiancano nella squadra SACROFANO PROGETTO COMUNE, hanno condotto sul campo una lunga, estenuante battaglia in integrazione con i cittadini di Riano. Il periodo nevralgico di questa battaglia è iniziato ad ottobre 2011 e si è protratto fino a giugno 2012. Durante tali mesi cruciali, e nei giorni topici, l'amministrazione comunale di Sacrofano non si è vista. I cittadini, per tutti quei mesi, non l'hanno vista. E si sono TUTTI chiesti come mai.
Giustificarlo oggi con il "non amare le chiacchiere" e il "prediligere i fatti" è troppo comodo, è fin troppo facile; oltretutto, è un insulto all'intelligenza della gente, ma per fortuna i cittadini sanno e, soprattutto, ricordano i volti di chi c'era (i loro concittadini) così come si ricordano benissimo dei volti (istituzionali) che cercavano tra la gente ma che NON trovavano; e sapranno tenerne conto al momento del voto i prossimi 26 e 27 maggio.
La gente di Sacrofano sa e ricorda benissimo che la "pala" in mano l'hanno tenuta sempre e solo i loro concittadini, Gianluigi Barone in testa, sacrificando continuativamente, per mesi, intere giornate, DI GIORNO E DI NOTTE, a manifestare e a lavorare - in trincea - per difendere il territorio. Certamente, il sindaco Casagrande è comodamente intervenuto in sporadiche occasioni istituzionali a cui non poteva sottrarsi, ma lo ha fatto per lo più a giochi ormai prossimi alla conclusione, al momento della "vendemmia" insomma. Certamente lo ha fatto anche alla presenza del prefetto Sottile, attorno ad un tavolo dove la maggior parte dei presenti erano i cittadini (come lo stesso video citato mostra), rilasciando una pubblica dichiarazione di sicuro effetto e, per certi versi, anche apprezzabile. Ma una cosa è mettersi facilmente in vetrina in prossimità del 90° o, prima, in qualche inevitabile comparsata, e ben altra è stare sul campo COSTANTEMENTE, come solo i cittadini hanno fatto.
La strada, per tutti quei mesi, l'hanno faticosamente aperta con il piccone i cittadini. Il LORO territorio lo hanno difeso LORO. Loro tenevano i contatti con la stampa e la televisione perché si desse la dovuta risonanza al sopruso che la popolazione stava subendo. Loro tenevano i contatti con il Commissario dell'Ambiente della Comunità Europea, per denunciare ciò che stava avvenendo attorno a Roma. I cittadini hanno trascorso intere giornate anche sotto la neve, ai presidi di Quadro Alto e Pian dell'Olmo.
Memorabile il drammatico 27 gennaio 2012, giorno dell'annunciato esproprio di Quadro Alto: i cittadini attesero l'<invasione> stesi su un tappeto di bandiere italiane. Quel giorno i cittadini di Riano erano nel fango insieme al loro sindaco Ricceri, i cittadini di Sacrofano erano invece SOLI. Così come soli erano in prefettura al tavolo con il prefetto Pecoraro, con i soli senatore Pedica e il presidente dei Verdi del Lazio Bonessio a sostenerli: altri non si sono visti. Al tavolo del Ministero dell'Ambiente, a parlare con il ministro Clini o con suoi delegati, c'erano i cittadini, l'istituzione comunale di Sacrofano non si è vista. Alle manifestazioni sotto il Ministero dell'Ambiente c'erano i cittadini, i rappresentanti istituzionali di Sacrofano non si sono MAI visti. Così come alla Regione Lazio; anzi no, lì effettivamente venne una sera il sindaco Casagrande, ma per cercare di dissuadere noi cittadini dal rimanere lì a manifestare… (chissà perché).
E stendiamo un velo pietoso sulle telefonate private ricevute da alcuni nostri cittadini impegnati nella battaglia, ai tempi in cui essi chiedevano aiuto ma questo veniva loro negato per un dichiarato veto politico ad esporsi lanciato dagli edifici della Pisana (Regione Lazio).
E ancora, perché i rappresentanti istituzionali di Sacrofano, sindaco e assessore all'ambiente in testa, NON spiegano ai cittadini le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, unirsi alla gente per sottoscrivere le azioni legali e gli svariati esposti alle procure che Gianluigi Barone istituiva per conto della popolazione di Sacrofano? Perché, sempre i rappresentanti istituzionali comunali, NON spiegano ai cittadini le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, unirsi a loro per sottoscrivere le petizioni istituite da Gianluigi Barone per conto della popolazione di Sacrofano? Perché, ancora, i rappresentanti istituzionali comunali NON spiegano ai cittadini di Sacrofano le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, essere presenti agli svariati gazebo di piazza organizzati dai cittadini a scopo di sensibilizzazione sul problema?
Se ci fosse ancora Totò, direbbe: "Ma mi facci il piacere…!!".
Aguzzate la vista
23 gennaio 2012, giorno dell'esproprio del sito di Quadro Alto da parte del prefetto Pecoraro.
Giornata drammatica per la gente, durata dalla mattina fino a notte.
I CITTADINI, circondati da un tappeto armato di Polizia e Carabinieri, DIFENDONO IL LORO TERRITORIO e si trovano a dover negoziare con le forze <dell'ordine> per scongiurare l'uso della forza contro donne, bambini, anziani sdraiati su un tappeto di bandiere italiane.
I cittadini di Riano hanno il loro sindaco Marinella Ricceri fieramente presente e schierato.
I cittadini di Sacrofano sono SOLI, aguzzate la vista sulle tre foto di quel giorno allegate: qualcuno riesce a scorgere il sindaco Casagrande?
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