venerdì 17 maggio 2013

LA VERITA' DOCUMENTATA


"Cialtroni di poco conto", i "soliti buffoni"…: bene, la lingua batte dove il dente duole (chissà se la capiscono…).


Gianluigi Barone, insieme ad altri concittadini, alcuni dei quali oggi lo affiancano nella squadra SACROFANO PROGETTO COMUNE, hanno condotto sul campo una lunga, estenuante battaglia in integrazione con i cittadini di Riano. Il periodo nevralgico di questa battaglia è iniziato ad ottobre 2011 e si è protratto fino a giugno 2012. Durante tali mesi cruciali, e nei giorni topici, l'amministrazione comunale di Sacrofano non si è vista. I cittadini, per tutti quei mesi, non l'hanno vista. E si sono TUTTI chiesti come mai. 

Giustificarlo oggi con il "non amare le chiacchiere" e il "prediligere i fatti" è troppo comodo, è fin troppo facile; oltretutto, è un insulto all'intelligenza della gente, ma per fortuna i cittadini sanno e, soprattutto, ricordano i volti di chi c'era (i loro concittadini) così come si ricordano benissimo dei volti (istituzionali) che cercavano tra la gente ma che NON trovavano; e sapranno tenerne conto al momento del voto i prossimi 26 e 27 maggio. 

La gente di Sacrofano sa e ricorda benissimo che la "pala" in mano l'hanno tenuta sempre e solo i loro concittadini, Gianluigi Barone in testa, sacrificando continuativamente, per mesi, intere giornate, DI GIORNO E DI NOTTE, a manifestare e a lavorare - in trincea - per difendere il territorio. Certamente, il sindaco Casagrande è comodamente intervenuto in sporadiche occasioni istituzionali a cui non poteva sottrarsi, ma lo ha fatto per lo più a giochi ormai prossimi alla conclusione, al momento della "vendemmia" insomma. Certamente lo ha fatto anche alla presenza del prefetto Sottile, attorno ad un tavolo dove la maggior parte dei presenti erano i cittadini (come lo stesso video citato mostra), rilasciando una pubblica dichiarazione di sicuro effetto e, per certi versi, anche apprezzabile. Ma una cosa è mettersi facilmente in vetrina in prossimità del 90° o, prima, in qualche inevitabile comparsata, e ben altra è stare sul campo COSTANTEMENTE, come solo i cittadini hanno fatto.

La strada, per tutti quei mesi, l'hanno faticosamente aperta con il piccone i cittadini. Il LORO territorio lo hanno difeso LORO. Loro tenevano i contatti con la stampa e la televisione perché si desse la dovuta risonanza al sopruso che la popolazione stava subendo. Loro tenevano i contatti con il Commissario dell'Ambiente della Comunità Europea, per denunciare ciò che stava avvenendo attorno a Roma. I cittadini hanno trascorso intere giornate anche sotto la neve, ai presidi di Quadro Alto e Pian dell'Olmo. 

Memorabile il drammatico 27 gennaio 2012, giorno dell'annunciato esproprio di Quadro Alto: i cittadini attesero l'<invasione> stesi su un tappeto di bandiere italiane. Quel giorno i cittadini di Riano erano nel fango insieme al loro sindaco Ricceri, i cittadini di Sacrofano erano invece SOLI. Così come soli erano in prefettura al tavolo con il prefetto Pecoraro, con i soli senatore Pedica e il presidente dei Verdi del Lazio Bonessio a sostenerli: altri non si sono visti. Al tavolo del Ministero dell'Ambiente, a parlare con il ministro Clini o con suoi delegati, c'erano i cittadini, l'istituzione comunale di Sacrofano non si è vista. Alle manifestazioni sotto il Ministero dell'Ambiente c'erano i cittadini, i rappresentanti istituzionali di Sacrofano non si sono MAI visti. Così come alla Regione Lazio; anzi no, lì effettivamente venne una sera il sindaco Casagrande, ma per cercare di dissuadere noi cittadini dal rimanere lì a manifestare… (chissà perché). 

E stendiamo un velo pietoso sulle telefonate private ricevute da alcuni nostri cittadini impegnati nella battaglia, ai tempi in cui essi chiedevano aiuto ma questo veniva loro negato per un dichiarato veto politico ad esporsi lanciato dagli edifici della Pisana (Regione Lazio). 

E ancora, perché i rappresentanti istituzionali di Sacrofano, sindaco e assessore all'ambiente in testa, NON spiegano ai cittadini le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, unirsi alla gente per sottoscrivere le azioni legali e gli svariati esposti alle procure che Gianluigi Barone istituiva per conto della popolazione di Sacrofano? Perché, sempre i rappresentanti istituzionali comunali, NON spiegano ai cittadini le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, unirsi a loro per sottoscrivere le petizioni istituite da Gianluigi Barone per conto della popolazione di Sacrofano? Perché, ancora, i rappresentanti istituzionali comunali NON spiegano ai cittadini di Sacrofano le ragioni per cui NON HANNO POTUTO, sempre che lo volessero, essere presenti agli svariati gazebo di piazza organizzati dai cittadini a scopo di sensibilizzazione sul problema? 

Se ci fosse ancora Totò, direbbe: "Ma mi facci il piacere…!!".
 

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